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La calendula

calendulaNel mio orto di montagna c’è un posto speciale per la calendula, fiore semplice e dai colori caldi giallo-arancio, dalle benefiche proprietà per la nostra salute. Lascio che i suoi semi, sparpagliati sul terreno in modo naturale, producano i fiori fra gli ortaggi e le erbe aromatiche, per aiutarli ad allontanare i parassiti. Fiorisce a lungo, le mie care apine gradiscono il suo polline e il suo colore mi rallegra: perché, dunque, non riservarle lo spazio che merita?

Ho messo in pratica una semplice ricetta per preparare l’oleolito di calendula.

Raccolgo le corolle e le metto a seccare su fogli di carta assorbente in un luogo buio e aerato. E’ preferibile usare i fiori secchi perché, freschi, potrebbero far irrancidire l’oleolto.

In un contenitore di vetro, verso i fiori e olio extra vergine d’oliva, in proporzone di 1:10 (es.: 10 g di fiori e 100 g d’olio) e lascio al sole per 40 giorni. Filtro attraverso una garza, strizzando bene i petali, e conservo l’oleolito in una bottiglia di vetro scuro al buio. E’ un ottimo lenitivo e cicatrizzante della pelle.

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L’orto biologico in pratica

Di solito devo aspettare la fine aprile – i primi di maggio per lavorare materialmente il terreno, pertanto questo è il momento giusto per incominiare a riordinare le idee.

copertina darioSul mio diario disegno la planimetria dell’orto e suddivido gli spazi nel modo che ritengo migliore, tenendo presente che la larghezza ideale delle aiuole è di 120 cm.: ciò consente di lavorare la superficie raggiungendo agevolmente il centro da entrambi i lati. Tra un’aiuola e l’altra traccerò i sentieri, in terra battuta, larghi quanto un piede.

Per raggiungere un buon risultato sono importanti le esperienze altrui, ma anche quelle personali, così, in base agli appunti degli anni scorsi, alle consociazioni e agli esperimenti che voglio fare, pianifico lo schema della semina/strapianto.

Per gli appunti, quest’anno userò un nuovo magnifico diario “Garden notes”, che mi hanno portato dall’Inghilterra, per annotare tutto sui fiori, gli ortaggi, gli alberi, ecc.indice dario

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Fiori e api

ape sul fioreMio marito sta per esaudire un suo desiderio: quello di diventare apicoltore. Fra circa un mese avremo due nuclei di api e, non nego, c’è un grande fermento. Lui sta attrezzando il luogo dove posizionare le arnie e io, che mi prometto di diventare sua aiutante, ho pensato bene di aumentare la quantità di fiori nell’orto e nel giardino. La tradizione, nelle Dolomiti, vuole che nell’orto, insieme agli ortaggi, ci siano anche dei fiori: peonie, settembrini, calendule, nasturzi. Non c’è dubbio che i loro colori siano gioia e orgoglio per chi li guarda; d’ora in poi saranno anche nutrimento per questi fantastici insetti.

E’ importantissimo piantare fiori, vari tipi di fiori, nei nostri giardini e sui balconi delle finestre, se vogliamo aiutare le api a mantenersi sane e a prosperare.

Se volete saperne di più, potete guardare un bellissimo video di Marla Spivak

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Marmellata di rabarbaro

La pianta di rabarbaro mi ha sempre affascinato. E’ perenne, robusta, le sue foglie sono molto grandi, i fiori sono curiosamente simili a un cavolfiore.

Dopo averne solo ammirato per anni il suo aspetto, ho provato a fare la marmellata e ne sono soddisfatta. Da provare!

Si utilizano i gambi delle foglie (le foglie le metto nel composter). Raccogliere kg. 1,3 di gambi, lavarli sotto l’acqua fredda e tagliarli a pezzetti. Si mettono in una capiente pentola con 600 g. di zucchero e il succo di un limone. Mescolare bene e lasciar riposare per almeno quattro ore. Si porta a bollore e cuocere a fiamma bassa, mescolando, finché la marmellata avrà la giusta consistenza; si può metterne un po’ in un piattino e, raffreddata, dovrà essere solida. Ottengo 3 barattoli da 250 g.rabarbaro

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Il tarassaco

Il tarassaco ha molte proprietà depurative. Tuttavia non sono un’esperta e si possono trovare molte notizie a riguardo.

Una tradizione, diffusa in montagna, è quella di raccogliere le giovani foglie di tarassaco e mangiarle condite con sale, pepe, olio extravergine di oliva e aceto. Si fa rosolare in un pentolino dello speck tagliato a piccoli dadini e si versa caldo sul tarassaco. Una bontà!

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Il miele di tarassaco

Avete mai provato a fare il miele con i fiori di tarassaco? Ha un ottimo sapore, l’aspetto è simile a quello delle api, si dice che può giovare alla salute in caso di tosse, si può utilizzare nelle ricette di dolci. A me piace, durante le fredde giornate invernali, spalmare sul pane un po’ del mio “miele”: mi fa ricordare il prato giallo di fiori.

fori di tarassaco

In primavera, sul mio prato, ne crescono moltissimi, pertanto è facile raccogliere quelli più belli e grossi.

Si mettono 4 belle manciate di fiori e un litro di acqua fredda in una pentola di acciaio; si lascia riposare tutta la notte.

Si porta ad ebollizione e si lascia nuovamente riposare una notte.

Il giorno sucessivo si versa il tutto in un setaccio e si spremono bene i fiori con le mani. Ora possiamo aggiungere all’acqua 1 kg di zucchero e il succo di mezzo limone. A questo punto comincia la cottura, senza coperchio, a fuoco molto basso, in modo che lo sciroppo si addensi senza bollire. Consiglio di testare la consistenza del miele lasciandone raffreddare un po’ in un piattino. Il segreto è ottendere una giusta consistenza che non deve essere troppo solida perché cristallizzerebbe, né troppo liquida perché inacidirebbe.