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Le zucchine

zucchineLa zucchina ama il clima mite, una posizione soleggiata e ben areata, inoltre gradisce i terreni ricchi di sostanza organica. Le irrigazioni devono essere abbondanti, soprattutto i primi giorni dopo la semina, ma è meglio evitare di bagnare le foglie, per non facilitare l’insorgere di malattie. Quando la pianta è ben sviluppata, faccio la pacciamatura: cioè ricopro il terreno, intorno al fusto della pianta, con erba secca. Questa operazione è utile per mantenere calde le radici e umido il terreno, e blocca la crescita di erbe infetanti. In questi giorni di agosto la raccolta è generosa e bisogna sbizzarrire la fantasia per cucinarle in vari modi: zucchine trifolate, pasta con zucchine e uova, in frittata, lessate, ripiene, conservate sott’olio o in freezer.
La varietà che ho seminato quest’anno è la “genovese”.
Una ricetta che piace alla mia famiglia è la crema o passata di zucchine; è genuina, gustosa e facile da preparare. Taglio a pezzi mezza cipolla, una patata e tre zucchine; metto tutto in una pentola con poca acqua. Faccio bollire per 10 minuti. Aggiungo un po’ di dado vegetale biologico e utilizzo un frullatore a immersione per fare la crema. Verso la minestra nel piatto aggiungendo un po’ d’olio e.v.o., un cucchiaio di ricotta e una spolverata di parmigiano. Continua a leggere

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Tolleranza

La tolleranza è una virtù che si può imparare nell’orto biologico. Un tempo mi davano fastidio lumache, formiche, ragni, api, bruchi, lombrichi e tanti altri piccoli insetti di cui non conosco il nome, ma che brulicano nel terreno.

Anche se stare a guardare senza batter ciglio le “invasioni” degli afidi sul melo o dei bruchi sui cavoli non è così scontato, con il tempo ho imparato a rispettare certi “parassiti”, perché ogni essere vivente ha la sua funzione; non si tratta di far loro la guerra, ma di contenerne il numero utilizzando semplici accorgimenti.

Se notiamo un eccessivo numero di taluni, forse è colpa nostra che non abbiamo preparato bene il suolo in primavera, abbiamo erroneamente seminato troppo fitto, oppure bagnato troppo il terreno, non abbiamo tenuto conto della posizione ideale per le piante o delle consociazioni.

Ho visto che nel mio orto ci sono anche gli orbettini e ciò mi fa piacere, perché catturano lumache, vermi e insetti. Le forbicine e le coccinelle si nutrono di afidi; i lombrichi “arieggiano” il terreno con i tunnel che scavano e producono humus, mantenendolo sano; le api provvedono all’impollinazione e, se ci muoviamo con calma e tranquillità, senza interferire con esse, non ci daranno fastidio e non ci pungeranno.

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Pazienza

prime piantineOra che non ci sono più importanti escursioni termiche tra giorno e notte, ho tolto i teli bianchi di tessuto non tessuto dal terreno e…. meraviglia: le piantine, che prima avevo solo intravisto, sono apparse. Devo ammettere che provo emozione nel vedere i filari verdi sulla terra scura, le piccole piante di legumi che emergono come sentinelle, scoprire come sono le foglie di una varietà di verdura che non avevo mai coltivato prima.
Non c’è dubbio che bisogna aspettare con pazienza questo momento.
Scopro, però, che non tutto è spuntanto: forse fra qualche giorno lo sarà, altrimenti dovrò seminare nuovamente negli spazi vuoti. Non tutti i semi sono “attivi”; tutti i semi sono appetibili ai piccoli animali che vivono nella terra e su di essa: certamente non possiamo tenerli fuori dal recinto e bisogna imparare a convivere instaurando un equilibrio con loro. Le lumache e le formiche, che ci danno tanto fastidio, sono anch’esse importanti nel ciclo alimentare, perché eliminano ciò che è debole e in decomposizione “pulendo” il terreno.

Per dirla tutta, però…. quando c’è un eccesso di lumache, dopo giorni e giorni di pioggia, e dopo aver visto scomparire le piantine di insalata acquistate da pochi giorni, le raccolgo e le sposto lontano dall’orto, dove troveranno altre fonti di cibo.

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L’orto biologico in pratica

Di solito devo aspettare la fine aprile – i primi di maggio per lavorare materialmente il terreno, pertanto questo è il momento giusto per incominiare a riordinare le idee.

copertina darioSul mio diario disegno la planimetria dell’orto e suddivido gli spazi nel modo che ritengo migliore, tenendo presente che la larghezza ideale delle aiuole è di 120 cm.: ciò consente di lavorare la superficie raggiungendo agevolmente il centro da entrambi i lati. Tra un’aiuola e l’altra traccerò i sentieri, in terra battuta, larghi quanto un piede.

Per raggiungere un buon risultato sono importanti le esperienze altrui, ma anche quelle personali, così, in base agli appunti degli anni scorsi, alle consociazioni e agli esperimenti che voglio fare, pianifico lo schema della semina/strapianto.

Per gli appunti, quest’anno userò un nuovo magnifico diario “Garden notes”, che mi hanno portato dall’Inghilterra, per annotare tutto sui fiori, gli ortaggi, gli alberi, ecc.indice dario

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Buoni e cattivi vicini

Su un libro ho letto la seguente citazione del poeta Friedrich Schiller: “Neppure la pianta più bella può prosperare, se non piace al suo vicinato”. Adattiamo questo pensiero al nostro orto biologico.

Non si tratta di simpatia o antipatia fine a se stessa! Nelle consociazioni è importante sfruttare le possibilità di difesa naturale dai parassiti, nonché possiamo sfruttare il miglioramento del gusto dalla vicinanza di talune erbe aromatiche. Per fare un esempio, da anni ottengo ottimi risultati alternando un filare di cipolle e uno di carote. Le cipolle tengolo lontane le mosche della carota, inoltre esse condividono bene lo spazio: mentre le carote si sviluppano in verticale e in profondità, le cipolle espandono le radici in senso orizzontale.

Ho preparato uno schema dove le piante scritte in maiuscolo sono buone vicine (successivamente ci sono quelle cattive vicine) di quelle che seguono. Sono in ordine alfabetico, pertanto si trovano agevolmente le combinazioni.

BUONI VICINI

AGLIO: pomodori, rape rosse, carote, alberi da frutto, fragole, lamponi

BIETOLA: ravanelli, cavoli, carote, fagioli nani

CAROTE: cipolle, pomodori, cicoria, ravanelli, porri, aglio, piseli, insalata da taglio, erba cipollina, rosmarino, salvia

CAVOLI: patate, sedano, rape rosse, pomodori, spinaci, insalata da taglio, lattuga, porri, piselli, camomilla, menta, cumino

CICORIA: pomodori, fagioli rampicanti, lattuga, carote, finocchi

CIPOLLE: carote, rape rosse, lattuga, zucchine, fragole, camomilla

FAGIOLI NANI: cavoli, lattuga, insalata da taglio, sedano, patate, pomodori, rape rosse, zucchine

FINOCCHIO: valerianella, insalata da taglio, lattuga, cicorie (pan di zucchero, radicchio, indivia), piselli, salvia

FRAGOLE: aglio, lattuga, porri, ravanelli, fagioli nani, spinaci, erba cipollina, cipolle

INSALATA: pomodori, rape rosse, ravanelli, cavoli, finocchi, carote

LATTUGA: carote, fragole, cipolle, cicoria, pomodori, fagioli, rape rosse, mais, porri, cavoli, finocchi, piselli, menta

MAIS: pomodori, lattuga, fagioli, zucchine, patate

PATATE: cavoli, spinaci, mais, fave, camomilla, aglio, menta, cumino

PISELLI: carote, ravanelli, zucchine, mais, lattuga, cavolo, finocchio

POMODORI: carote, spinaci, sedano, rape rosse, mais, ravanelli,cicoria, insalata da taglio, porri, prezzemolo, lattuga, cavoli, aglio, fagioli nani

RAPE ROSSE: cipolle, insalata da taglio, aglio, fagioli nani, cumino, zucchine, pomodori, lattuga, cavoli

RAVANELLI: lattuga, pomodori, fagioli, spinaci, bieta, cavoli, carote, piselli

SEDANO: pomodori, fagioli nani, porri, cavoli, camomilla, spinaci

SPINACI: fragole, pomodori, fagioli rampicanti, ravanelli, cavoli, patate, sedano

ZUCCHINE: cipolle, fagioli rampicanti, mais, rape rosse

CATTIVI VICINI

AGLIO: piselli, cavoli, fagioli

CAVOLI: fragole, aglio, cipolle

CIPOLLE: fagioli, piselli, cavoli

FAGIOLI NANI: piselli, finocchi, aglio, porri, cipolle

FINOCCHIO: fagioli, pomodori, cumino

FRAGOLE: cavoli

LATTUGA: prezzemolo, sedano

PATATE: piselli, rape rosse, zucche, sedano, girasole, pomodori

PISELLI: fagioli, patate, aglio, porri, pomodori, cipolle

POMODORI: piselli, finocchi, patate

PORRI: fagioli, piselli, rape rosse

RAPE ROSSE: patate, porri, mais, spinaci

SEDANO:patate, lattuga, mais

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Le consociazioni

Nell’orto biologico la varietà di ortaggi è fondamentale. Mi entusiasmo quando posso incominciare a programmare i vari tipi di piante da coltivare: ne semino o strapianto in piccole quantità ma di varie specie. In natura non esiste un monopolio di un solo tipo di pianta, perché nello stesso luogo ce ne sono sempre varie.

Cosa c’è di più bello che veder condividere uno spazio, in questo caso l’orto, da ortaggi e fiori, che crescono e si sviluppano fino a maturare, ognuno con i propri tempi, ed emanare i propri profumi.

Sta a noi individuare quali piante sono in grado di convivere tra loro da buone vicine e aiutarle a difendersi da alcuni animali che, inevitabilmente, entreranno in gioco.

 

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La rotazione colturale

Non bisogna stancare la terra. Come già scritto, utilizzo il concime del mio composter e, soprattutto, nella pianificazione annuale, rispetto la rotazione colturale.

Ci sono piante forti, medio e deboli consumatrici di sostanze nutritive: sarebbe quindi un errore coltivare la medesima pianta nello stesso luogo dell’anno precedente.

Forti consumatrici: cavoli, cetrioli, patate, porri, sedano, zucchini.

Medio cunsumatrici: cipolle, aglio, carote, barbabietole rosse, lattuga, spinaci.

Deboli consumatrici: fagioli, piselli, erbe aromatiche.

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La concimazione

Negli orti di montagna è tradizione concimare con il letame delle mucche. Al giorno d’oggi, le poche mucche che vengono allevate sono nutrite anche con mangimi ed è raro che gli allevatori diano da mangiare solo il fieno. In questo modo il letame non possiede le migliori qualità.

Per questo motivo preferisco utilizzare il materiale del mio composter per dare nutrimento alla terra dell’orto.

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Cambio di mentalità

Ho sempre visto preparare l’orto in montagna con un criterio consistente nell’utilizzo della vanga per rivoltare le zolle, operazione fatta spesso in autunno. La lettura del libro “Orto e giardino biologico” di Marie-Luise Kreuter mi ha aperto a un approccio completamente diverso.

Lo strato di humus è generalmente profondo 15-20 cm. ed è abitato da piccoli organismi, alcuni dei quali amano stare in superficie e altri in profondità. Rivoltando la terra con la vanga, sconvolgiamo questo delicato equilibrio.

In autunno, dopo aver raccolto gli utimi ortaggi, copro il terreno con uno strato di foglie e con il materiale del compostaggio, come se utilizzassi una coperta. Tutto ciò rilascia nutrimento al terreno e lo protegge durante il gelido inverno. Faccio la cosiddetta pacciamatura.

In primavera utilizzo un rastrello per togliere il materiale che non si è decomposto e, con l’aiuto di una forca, sollevo la terra per darle aria e togliere le erbacce che sono cresciute (in quantità notevolmente ridotta rispetto al solito). Procedo poi a fare le aiuole.