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Tolleranza

La tolleranza è una virtù che si può imparare nell’orto biologico. Un tempo mi davano fastidio lumache, formiche, ragni, api, bruchi, lombrichi e tanti altri piccoli insetti di cui non conosco il nome, ma che brulicano nel terreno.

Anche se stare a guardare senza batter ciglio le “invasioni” degli afidi sul melo o dei bruchi sui cavoli non è così scontato, con il tempo ho imparato a rispettare certi “parassiti”, perché ogni essere vivente ha la sua funzione; non si tratta di far loro la guerra, ma di contenerne il numero utilizzando semplici accorgimenti.

Se notiamo un eccessivo numero di taluni, forse è colpa nostra che non abbiamo preparato bene il suolo in primavera, abbiamo erroneamente seminato troppo fitto, oppure bagnato troppo il terreno, non abbiamo tenuto conto della posizione ideale per le piante o delle consociazioni.

Ho visto che nel mio orto ci sono anche gli orbettini e ciò mi fa piacere, perché catturano lumache, vermi e insetti. Le forbicine e le coccinelle si nutrono di afidi; i lombrichi “arieggiano” il terreno con i tunnel che scavano e producono humus, mantenendolo sano; le api provvedono all’impollinazione e, se ci muoviamo con calma e tranquillità, senza interferire con esse, non ci daranno fastidio e non ci pungeranno.

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Pazienza

prime piantineOra che non ci sono più importanti escursioni termiche tra giorno e notte, ho tolto i teli bianchi di tessuto non tessuto dal terreno e…. meraviglia: le piantine, che prima avevo solo intravisto, sono apparse. Devo ammettere che provo emozione nel vedere i filari verdi sulla terra scura, le piccole piante di legumi che emergono come sentinelle, scoprire come sono le foglie di una varietà di verdura che non avevo mai coltivato prima.
Non c’è dubbio che bisogna aspettare con pazienza questo momento.
Scopro, però, che non tutto è spuntanto: forse fra qualche giorno lo sarà, altrimenti dovrò seminare nuovamente negli spazi vuoti. Non tutti i semi sono “attivi”; tutti i semi sono appetibili ai piccoli animali che vivono nella terra e su di essa: certamente non possiamo tenerli fuori dal recinto e bisogna imparare a convivere instaurando un equilibrio con loro. Le lumache e le formiche, che ci danno tanto fastidio, sono anch’esse importanti nel ciclo alimentare, perché eliminano ciò che è debole e in decomposizione “pulendo” il terreno.

Per dirla tutta, però…. quando c’è un eccesso di lumache, dopo giorni e giorni di pioggia, e dopo aver visto scomparire le piantine di insalata acquistate da pochi giorni, le raccolgo e le sposto lontano dall’orto, dove troveranno altre fonti di cibo.

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Protezioni

Il recinto fa sì che il nostro lembo di terra si nobiliti e si trasformi in orto; però in montagna dobbiamo proteggerlo dai caprioli e dai cervi, che molto volentieri vorrebbero mangiare le nostre tenere piantine. Il mio è alto 150 cm. ed è perfettamente adatto allo scopo. Preferisco vedere questi meravigliosi animali brucare l’erba nel prato circostante!

Sono molto efficaci i teli bianchi di tessuto-non tessuto da stendere sulla terra dopo la semina: proteggono dal freddo, dal vento e dalle brinate mattutine, sono permeabili all’acqua, mantengono l’umidità, lasciano passare la luce e sono anche efficaci contro le “passeggiate” del gatto.

Quando il ribes comincia a maturare attira gli uccellini e, se voglio avere sufficienti frutti per fare la marmellata, devo coprire le piante con una rete a piccole maglie.

Un capitolo a pgabbietta per le piantearte sarà quello sulle lumache e sulle formiche. Qui vi mostro la “gabbietta” per proteggere alcune piantine dalla voracità delle lumache. Ho utilizzato una rete in plastica; il posizionamento è un po’ laborioso, però efficace per la crescita dell’insalata e dei cavoli.

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Le consociazioni

Nell’orto biologico la varietà di ortaggi è fondamentale. Mi entusiasmo quando posso incominciare a programmare i vari tipi di piante da coltivare: ne semino o strapianto in piccole quantità ma di varie specie. In natura non esiste un monopolio di un solo tipo di pianta, perché nello stesso luogo ce ne sono sempre varie.

Cosa c’è di più bello che veder condividere uno spazio, in questo caso l’orto, da ortaggi e fiori, che crescono e si sviluppano fino a maturare, ognuno con i propri tempi, ed emanare i propri profumi.

Sta a noi individuare quali piante sono in grado di convivere tra loro da buone vicine e aiutarle a difendersi da alcuni animali che, inevitabilmente, entreranno in gioco.

 

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Fiori e api

ape sul fioreMio marito sta per esaudire un suo desiderio: quello di diventare apicoltore. Fra circa un mese avremo due nuclei di api e, non nego, c’è un grande fermento. Lui sta attrezzando il luogo dove posizionare le arnie e io, che mi prometto di diventare sua aiutante, ho pensato bene di aumentare la quantità di fiori nell’orto e nel giardino. La tradizione, nelle Dolomiti, vuole che nell’orto, insieme agli ortaggi, ci siano anche dei fiori: peonie, settembrini, calendule, nasturzi. Non c’è dubbio che i loro colori siano gioia e orgoglio per chi li guarda; d’ora in poi saranno anche nutrimento per questi fantastici insetti.

E’ importantissimo piantare fiori, vari tipi di fiori, nei nostri giardini e sui balconi delle finestre, se vogliamo aiutare le api a mantenersi sane e a prosperare.

Se volete saperne di più, potete guardare un bellissimo video di Marla Spivak